
Articolo tratto dal numero di gennaio 2019 di Forbes Italia.
Lorenzo Ferrario, classe 1989, si è laureato con lode in ingegneria spaziale presso i Politecnici di Milano e Torino, con interessi di ricerca che vanno dalla meccanica orbitale, al controllo d’assetto, alla propulsione al plasma. Ma è lo spazio la sua grande passione, insieme al combattimento con le spade laser, disciplina sportiva di cui è attualmente campione del mondo. “Quando avevo quattro anni, disegnavo astronavi e me stesso vestito da astronauta. Guardavo e riguardavo a ripetizione documentari e film di fantascienza. La prima volta che mi sono avvicinato effettivamente, però, è stato durante le scuole medie, quando ho partecipato a un concorso dell’Agenzia spaziale europea (Esa), per presentare il progetto di sviluppo di una stazione spaziale”.
Poi è arrivata l’università e la partecipazione all’European student moon orbiter (Esmo) dell’Esa, “un’esperienza molto formativa, che mi ha messo in contatto con Luca Rossettini: nel 2011 mi ha reclutato come primo impiegato ufficiale di D-Orbit”, startup comasca specializzata in sistemi di lancio, posizionamento e rimozione dei satelliti. Iniziando come specialista di controllo d’assetto e meccanica orbitale, è passato poi all’ingegneria di sistema, diventando Chief technical officer (direttore tecnico) nel maggio 2016. Oggi si occupa del coordinamento ed espansione della squadra tecnica, dell’acquisizione e della strategia tecnologica di D-Orbit, lavorando verso la creazione del primo servizio di in-orbit transportation al mondo.






