
Articolo tratto dal numero di marzo 2019 di Forbes Italia. Abbonati.
“Investire nell’esplorazione spaziale è importante per l’umanità e noi continueremo a essere lieti di prestare soluzioni software anche in ambiti come quello di Hi Seas”. Quelle di Carlo Poloni non sono parole di circostanza, spese per commentare il successo di Hawaii Space exploration analog and simulation, (la missione nota con l’acronimo Hi Seas). Professore associato del Dipartimento di ingegneria e architettura dell’Università di Trieste, nonché presidente e cofondatore, con Luka Onesti ed Enrico Nobile, di Esteco, spin-off accademico dell’ateneo friulano, specializzata in soluzioni software per il settore ingegneristico, dal 1999 Poloni e la sua azienda si occupano di “facilitare l’innovazione aiutando gli ingegneri a sviluppare oggi i prodotti di domani”.
Un esempio concreto è il progetto realizzato dall’Università delle Hawaii e finanziato dalla Nasa, Hi Seas V per la precisione, una simulazione di isolamento della durata di otto mesi che, terminata a ottobre 2017, ha avuto seguito anche nei mesi scorsi. Con il coinvolgimento di sei ricercatori confinati in una cupola geodetica nei pressi del vulcano Mauna Loa alle Hawaii il suo obiettivo era studiare il comportamento umano su Marte, in condizioni estreme, compreso il ritardo comunicativo di 20 minuti e un’autosufficienza parziale. Lungi dalla fantascienza, la gestione delle risorse e la condotta dell’equipaggio saranno vitali nella prospettiva sempre più concreta di un sistema di viaggi turistici nello spazio.
Sviluppato da Esteco, modefrontier è il software per monitorare i sistemi di supporto vitale durante la missione adottato da Ansley Barnard. “L’ingegnere responsabile del progetto”, spiega Poloni, “ha studiato l’ottimizzazione delle risorse energetiche a bordo”. Si tratta soltanto di uno degli ambiti applicativi dei prodotti Esteco.
Con un fatturato consolidato di oltre 10 milioni di euro realizzato nel 2017 dalle tre sedi di Trieste, Pune e Detroit e un tasso medio di crescita annuo del 15%, Esteco si rivolge anche all’automotive (50%) e al settore energetico (15%). I risultati di Hi Seas potrebbero trovare applicazione non solo in ambito spaziale. La missione suggerisce per esempio strade percorribili per ridurre la produzione di rifiuti.






