
Articolo tratto dal numero di settembre 2019 di Forbes di Italia. Abbonati.
L’uomo delle Stelle sorride. Porta alla bocca il calice e, dopo averne preso un lungo sorso, mi guarda continuando sorridere. Sebbene solo con gli occhi. Sembra essere di buon umore. Per niente pensieroso. Rilassato. Divertito addirittura. Si sistema meglio sulla sedia e, dopo un profondissimo sospiro, si lascia andare all’immensità dello skyline romano. Meraviglioso e totalizzante. Reso, forse, ancora più splendido dalla terrazza dalla quale lo stiamo guardando. Quella de La Pergola, l’unico ristorante tre stelle Michelin della Capitale, ospitato all’interno dell’hotel Rome Cavalieri.
“Ti ricordi l’ultima volta che siamo venuti insieme qui?”, la domanda dell’Uomo delle Stelle interrompe i miei ragionamenti. “Certo”, rispondo io, mentendo appena, e cercando nei file del mio cervello, anche il più piccolo riferimento all’ultima volta in cui siamo stati ospiti di chef Heinz Beck. Volto famosissimo non solo dell’enogastronomia ma anche della tv. Di origini tedesche, dopo varie esperienze in Germania, si trasferisce in Italia nel 1994, proprio per prendere le redini de La Pergola. Il suo lavoro viene premiato: nell’arco di quattro anni, tra il 2001 e i 2005, Beck riesce a conquistare le tre stelle Michelin. È solo l’inizio di un grande percorso di vita e di lavoro. Mi illumino: ricordo l’ultima volta in cui ho assaggiato le prelibatezze di Heinz.
“Deve essere stato un paio di anni fa”, snocciolo. “Non era il giorno dell’addio di Totti? Quando abbiamo incontrato il Capitano a cena con tutta la squadra?”. “Esattamente”, continua a sorridermi l’Uomo delle Stelle, “sono contento di esserci tornato con te oggi. In un’occasione diversa”.



