L’amore per l’intelligenza artificiale era scattato fin dalla tesi di laurea al Politecnico di Milano, quando aveva ideato un algoritmo predittivo associato a una maglietta dotata di una sorta di airbag per prevenire le cadute degli anziani. Da allora, era il 2005, la storia è proseguita per l’imprenditrice vicentina Giulia Baccarin, che dopo esperienze internazionali tra Giappone e Belgio oggi guida Mipu, un gruppo d’imprese da lei fondato insieme al messinese Giovanni Presti. La missione di Mipu è portare tecniche predittive e di intelligenza artificiale in fabbriche e città per ridurre sprechi, costi e aumentare sostenibilità e competitività.
“A noi piacerebbe trasformare le fabbriche che vengono percepite alle volte come un ambiente brutto, sporco, inquinante in un altro più inclusivo e fatto per l’uomo, proprio come immaginava Camillo Olivetti”, racconta a Forbes.it l’imprenditrice, “all’interno di Mipu ci sono tre realtà. Mipu Machine Care, che si occupa di manutenzione predittiva. Poi c’è Mipu Energy data, che è specializzata nel campo dell’energy data science per usare meglio l’energia e predire altri fenomeni. E poi c’è Inspiring Mipu, l’azienda che si occupa di ideare e creare le tecnologie alla base delle proposte di Mipu”.
L’azienda, che ha sede a Salò, è cresciuta molto nel 2020 e ha raggiunto quota 6,5 milioni di euro di fatturato, il 16% in più dell’anno precedente. E per il 2021 le prospettive dichiarate dal gruppo sono di un ulteriore incremento del 30 per cento. “Per il futuro, vogliamo continuare a crescere facendo ricorso alle nostre risorse interne, a collaborazioni con i big player in ottica di co-investimento o raccogliendo capitale a debito. Nel breve, almeno per i prossimi 3 anni, non vedo la quotazione in Borsa”.
La pandemia ha fatto aprire gli occhi a tutto il mondo sul tema della tecnologia. Ed è così anche quando si parla di intelligenza artificiale. Mipu, tuttavia, non è certo nuova del settore e ha già diverse applicazioni concrete delle sue tecnologie. “Stiamo lavorando a un progetto in campo idroelettrico”, racconta ancora Baccarin, “attraverso i nostri algoritmi saremo in grado di prevedere quanta acqua arriverà alla diga, a gestire la chiusura e l’apertura delle paratie in base al volume d’acqua prevista per i fiumi affluenti. Così arriveremo a massimizzare la produzione di energia elettrica, da una parte. E, dall’altra, a governare il flusso d’acqua nei fiumi per evitare esondazioni e frane”.






