Articolo tratto dal numero di maggio 2021 di Forbes Italia. Abbonati!
Sono i migliori in Italia per l’attenzione all’ambiente e a quello che mettono nel piatto. Tutto nella loro cucina è etico, sostenibile, in un concerto di sapori che riporta al passato. Quello migliore, dei nonni. Senza sprechi.
LEEMANN • Né carne né pesce, haute cuisine
Nei suoi menu non si trovano le 4 stagioni, ci sono le micro stagionalità. Un’evoluzione naturale per Joia a Milano, primo ristorante vegetariano in Italia premiato con una stella Michelin e, nel 2020, sempre dalla “Rossa”, con la stella verde per la sostenibilità. 60 anni portati con grande eleganza, Pietro Leemann è il guru del cibo consapevole, dove si esaltano le virtù delle piante medicinali e in generale lo spirito rispetto alla materia. Per capire che cosa muova il cuoco svizzero che da sempre ricerca l’armonia, oltre a leggere le parole illuminate, appassionate e coinvolgenti che periodicamente accompagnano il racconto dei suoi viaggi (anche spirituali), basta affidarsi ai percorsi creativi che culminano in piatti personalissimi, che nulla hanno da invidiare a quelli dove sono ammessi carne e pesce. Anzi. Ci si ritrova stupiti da gusti sapidi, esaltati da spezie, fiori, aromi, legumi, ortaggi, cereali, una sinfonia di sapori perfetti che accompagna i sensi dall’antipasto al dolce. E che lui spiega così: “Joia è il riassunto della mia ricerca, dove gli ingredienti della cucina mediterranea si incontrano con le culture del mondo. Una scelta senza carne, dove la natura viene rispettata in preparazioni che lasciano trasparire la sua essenza, nel colore, nel gusto, nella consistenza, nell’arte della disposizione nel piatto”.
D’ERRICO • Rivoluzione a tutto campo
Premiato con le 2 stelle e recentemente riconosciuto tra i migliori top 30 ristoranti del pianeta secondo la “We are smart green guide” la Madernassa Ristorante & Resort prosegue il suo impegno green all’insegna dell’eccellenza sotto la guida del pluripremiato chef stellato Giuseppe D’Errico. Dopo molti anni all’estero, l’executive chef è allenato a fare scelte etiche non solo nel piatto. Un esempio: alla Madernassa il carbone per la brace deriva dal bambù, che abbatte il fenomeno della deforestazione, cresce rapidamente, non ha emissioni di fuliggine, fumi e odori e ha un alto potere calorifico. In più, ha la capacità di purificare aria e acqua grazie alla sua struttura molecolare affine ai carboni attivi, non viene trattato chimicamente e alla fine le ceneri possono essere utilizzate per la concimazione, chiudendo così il cerchio virtuoso. Appassionato cultore di prodotti naturali, il cuoco può contare sulla ricerca di semi e sementi per l’orto, il frutteto e il giardino delle aromatiche; e su un’area boschiva che regala aromi, erbe spontanee e radici, fonti per la sua cucina naturale. Un’esperienza di beatitudine e salute per gli ospiti, che sulla terrazza con vista sulle Langhe possono contare su prodotti interamente a metro zero.



