Il miliardario presidente e fondatore del gruppo cinese Evergrande è indagato per sospetti “crimini illegali”, ha dichiarato giovedì la società, poche ore dopo la sospensione delle contrattazioni del costruttore assediato.
Tutto questo in un clima di crescente preoccupazione per il futuro, mentre la società lavora per ristrutturarsi e allontanare l’incombente spettro della liquidazione.
Aspetti principali
- In una dichiarazione rilasciata alla borsa di Hong Kong, Evergrande ha affermato che il suo presidente e fondatore Hui Ka Yan è stato sottoposto a “misure obbligatorie in conformità con la legge” per il sospetto di aver commesso “crimini illegali”.
- L’azienda ha dichiarato di essere stata informata dalle “autorità competenti”, ma non ha approfondito la natura delle misure a cui Hui è sottoposto o i dettagli dei reati di cui è sospettato.
- L’annuncio arriva poche ore dopo il blocco delle negoziazioni delle azioni di Evergrande e di due società controllate a Hong Kong e fa seguito alla notizia che Hui, noto anche come Xu Jiayin, era stato messo sotto sorveglianza dalla polizia cinese.
- Le contrattazioni delle azioni di China Evergrande Group, China Evergrande New Energy Vehicle Group ed Evergrande Property Services Group si sono interrotte alle 9.00 ora locale.
- Il deposito in borsa non ha fornito alcuna ragione per lo stop.
Un’azienda sull’orlo del collasso
Bloomberg ha riferito che Hui è stato messo sotto sorveglianza dalla polizia. Il provvedimento – che impone all’imprenditore di consegnare il passaporto, limitando la sua possibilità di lasciare un luogo designato o di parlare con altre persone senza autorizzazione – è al di sotto delle soglie per la detenzione formale o l’arresto e non significa che Hui sarà per forza accusato di un crimine.
Questo si aggiunge a tutte le difficoltà dell’azienda, che è sull’orlo del collasso in un contesto di crescente controllo da parte di Pechino, che si sta muovendo per stabilizzare il settore immobiliare in crisi.



