La domanda di lavoratori qualificati nei settori tecnici e operativi cresce sempre più in Italia. A dirlo la recente analisi effettuata da LinkedIn, secondo cui i settori più richiesti sono hospitality e ristorazione (78%), retail (67%) e logistica (66%). Tuttavia, persiste una difficoltà strutturale nell’incontro tra la domanda e l’offerta. E uno dei primi aspetti riguarda il genere: mentre in hospitality e ristorazione si osserva un equilibrio sostanziale, il retail presenta una prevalenza femminile (61% contro il 39% maschile), invece la logistica, presenta una componente maschile maggioritaria (61% rispetto al 39% femminile).
Altro elemento discordante, sempre secondo la ricerca, riguarda le diverse generazioni: la Gen Z mostra un atteggiamento più moderato rispetto alle altre. Tra i giovanissimi della Gen Z le preferenze risultano quasi perfettamente bilanciate tra lavori tecnico-operativi e d’ufficio (49% vs. 48%), segno di una generazione divisa tra nuove opportunità e apertura verso i modelli tradizionali. Guardando poi allo spaccato generazionale dei professionisti impiegati nel comparto tecnico-specializzato, i Millennial rappresentano oggi la quota più rilevante della forza lavoro: il 53% in hospitality e ristorazione, il 54% nel retail e il 52% nella logistica. Una presenza trasversale e maggioritaria che evidenzia il ruolo centrale di questa generazione come principale bacino di competenze per questi settori.
I vecchi stereotipi culturali
Nonostante la crescente domanda, il riconoscimento sociale di tali professioni fatica ancora a emergere. Il 56% degli italiani le considera una garanzia per il futuro, ma allo stesso tempo il 46% continua ad associare il successo ai lavori d’ufficio. A influenzare queste dinamiche sono fattori culturali profondi, basati su vecchi stereotipi: il 66% ritiene che le aspettative di famiglia e società abbiano un forte impatto sulle scelte di carriera, il 69% pensa che la stabilità conti più della passione e il 64% considera ancora questi percorsi una “seconda scelta”.
Ma piano piano, iniziano ad apparire segnali di cambiamento: il 70% ritiene che imparare una competenza pratica abbia lo stesso peso di un titolo universitario. Tuttavia, questa evoluzione è meno marcata tra i più giovani: solo il 64% della Gen Z attribuisce lo stesso valore alle competenze pratiche rispetto a un titolo di laurea, evidenziando una percezione ancora in fase di consolidamento.



