La classifica globale delle migliori aziende per cui lavorare. Nessuna italiana nella top 25
In vetta al ranking di Great Place to Work c’è Hilton, seguita da Dhl Express e Cisco. Il 64% delle imprese premiate ha sede in America


Le imprese riassumono gli ex. Che però, a volte, possono diventare un ostacolo più che una risorsa
In vetta al ranking di Great Place to Work c’è Hilton, seguita da Dhl Express e Cisco. Il 64% delle imprese premiate ha sede in America

Cerca talenti su misura, sostituisce chi non convince senza costi extra, sostiene iniziative sociali e stringe legami genuini con le imprese.

Tra le cause anche i tagli di bilancio federali, il calo della spesa di consumatori e imprese e l’aumento dei costi

Secondo il rapporto Randstad Hr Trends, solo il 45% delle imprese dichiara di avere attivato progetti per affrontare la questione

A rivelarlo è il Great Employee Benefits Study 2025. Gli italiani si sentono anche meno coinvolti sul lavoro dei colleghi europei

Secondo una ricerca di Intoo (Gi Group), ne è convinto l’80% dei dipendenti. Ed è un fenomeno che gli hr faticano a comprendere

Tra i primi a pagare potrebbero esserci i giovani. E si torna a parlare di misure come il reddito di cittadinanza

Molti italiani faticano a ripartire dopo le ferie: manager poco chiari o autoritari minano entusiasmo e sviluppo professionale

La percentuale di utilizzatori nel nostro Paese è inferiore rispetto alla media globale (72%).

La maggioranza dei senior dice anche di essere stata bersaglio di discriminazioni legate all’età in ambito professionale.

Appena una minoranza dichiara che nella sua società ci sono strumenti per gestire tensioni legate alle diversità.

In un’azienda le persone cercano prima di tutto equilibrio tra vita professionale e privata. L’indagine Randstad Employer Brand Research.

Da uno studio di Deloitte emerge che i nuovi scenari richiederanno un’evoluzione delle competenze e dei modelli organizzativi.

Il Parlamento ha approvato la normativa di settore. Giorgetti (A&O Shearman): “Maggiore possibilità di incidere sulle scelte aziendali e di condividere i risultati economici tra tutto il personale”.

IA e salario minimo: per Andrea Di Francesco serve più welfare e meno burocrazia per far crescere davvero il valore del lavoro.
